La Moka Lab è la valvola di sfogo dell'agenzia La Moka, uno spazio aperto
verso cui far convergere qualsiasi argomento riguardante il sociale,
la pubblicità progresso, sostenibilità e tutela ambientale, sensibilizzazione civica,
idee e news sul mondo del marketing, della pubblicità e del design.


La Moka Lab is La Moka Agency's outlet, an open space
an open space in which letting converge any argument such as the social,
the advertising progress, the environmental sustainability and defense, the civic sensitiveness,
the design, ideas and news on the world of the marketing.



Visualizzazione post con etichetta sensibilizzazione civica. Mostra tutti i post
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1 febbraio 2012

LA MOKA PER STUDIO BLU 2012: sicurezza a bordo, ma anche fuori e non solo...

soggetto "Natale" (1/10) - agenzia la-moka.com - art direction: R. Sparapano - copywriting: R. Magrone.
soggetto "telefono" (2/10) - agenzia: la-moka.com - art direction: R. Sparapano - copywriting: R. Magrone - photo: S. Sanchioni.


La nuova campagna by La Moka Communication per la filiale ruvese di STUDIOblu, network nazionale leader nel settore del risarcimento danni per l'infortunistica stradale,

3 maggio 2010

Nikita, il pesce del referendum

Dopo aver parlato della interessante e premiata campagna elettorale del candidato alle regionali di Puglia, Nichi Vendola, eccolo che, dopo la sua rinnovata elezione riparte con una serie di azioni divulgative per il sociale.
Argomento attuale è l'acqua pubblica. SELTv ha prodotto un simpatico video per il referendum che impedirebbe che l'acqua diventi un bene a pagamento.

N.B. Il presente articolo ha scopo puramente divulgativo. Non determina appartenenze politiche.

21 aprile 2010

Clever Little Bag: packaging ecologico per Puma

In un video Puma spiega i benefici per l’ambiente del nuovo packaging destinato alle calzature.

Via Ninja Marketing

Video shock di Greenpeace contro Nestlè - parte seconda

Retorica o non retorica, attacco discriminato o meno, quelli di Greenpeace stavolta sono stati decisamente sovversivi. Approfittando dell’assemblea generale degli azionisti di Nestlè, decine di persone vestite da orango si sono introfulate innalzando cartelli che rivendicano un break per le foreste in cui vivono, continuamente prese d’assalto dai produttori di olio di palma.
Circa un mese fa c’era stato il primo atto, un video shock che aveva segnato l’inizio della battaglia contro la multinazionale, produttrice del KitKat.

Video shock di Greenpeace contro Nestlè - parte prima



nestle-killer.jpg

Hai bisogno di un break? Anche le foreste. E’ il monito lanciato direttamente da Greenpeace, che alle ore 12 del 17 marzo 2010, ha messo su YouTube un video shock che denuncia l’utilizzo dell’olio di palma per la produzione del KitKat da parte della Nestlè, con conseguenze dannose alla foresta pluviale indonesiana e alla sopravvivenza degli oranghi che la abitano. “Questa mattina più di un centinaio di attivisti, alcuni travestiti da oranghi, hanno invaso uffici e stabilimenti di Nestlé in Inghilterra, Germania e Olanda chiedendo allo staff della multinazionale di chiedere alla propria azienda di non utilizzare olio di palma che viene dalla distruzione della foresta indonesiana“.



Via Bloguerrilla

27 gennaio 2010

Il giorno della memoria

Sono trascorsi 65 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Da quel freddo 26 gennaio del 1945, in cui l'Armata Rossa invase il campo, liberando i pochi superstiti presenti.
Auschwitz.
Il campo di concentramento simbolo della vergogna dell'umanità. Della cattiveria dell'uomo. Il luogo dove oltre un milione di persone, provenienti da tutta Europa, furono brutalmente sterminate. Il luogo che non dovrebbe mai essere dimenticato.

Da quel trauma l’Europa e il mondo intero si risvegliarono estremamente scossi. Si domandarono come era stato possibile che la Shoah fosse avvenuta.
L’uomo contemporaneo, con il suo grande bagaglio di conoscenze, nel cuore del continente più civile e avanzato, era caduto in un baratro. Aveva utilizzato il suo sapere per scopi criminali, tramutando quelle conquiste scientifiche e tecnologiche, di cui l’Europa era allora protagonista indiscussa, in strumenti per annichilire e distruggere intere popolazioni, primi fra tutti gli ebrei d’Europa.

La storia è nota a tutti. Inutile citare date, numeri, risvolti politici, nomi. Foto.
Forse le immagini, raccontano più delle parole. Sono le immagini che restano, mute, silenziose, a raccontare l'orrore di quei tempi.
E' necessario riflettere su quelle immagini, unica testimonianza visiva di un passato che a noi sembra così lontano e così surreale.

La cinematografia ha svolto un ruolo fondamentale nella propaganda della memoria. Film come "Il pianista", "Schindler's list", "La vita è bella", "Il grande dittatore", "Il diario di Anna Frank" tratto dall'omonimo libro che già 30 anni fa proponevano come saggio di lettura a scuola.
I titoli sono tanti. Solo per citarne alcuni: "L'oro di roma", "La grande illusione", "Gli ultimi giorni", "L'amico ritrovato", "Jona che visse nella balena", "Ballata per un condannato", "Olocausto", "Il giardino dei Finzi Contini".

La bibliografia in merito è vastissima. Indubbiamente da leggere Primo Levi, Elsa Morante, Natalia Ginzburg.

La ricorrenza è stata istituita con la legge n.211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano. Non era necessario istituire una legge per ricordare le vittime dell'olocausto, che in ogni caso è stata istituita fin troppo tardi (il 2000!) su proposta di istituizioni statali, in particolare dal Ministero dell'Istruzione, entrando anche nella didattica scolare.

Oggi quindi sono 10 anni che ufficialmente si ricorda in Italia un avvenimento storico avvenuto 65 anni fa.

Il Giorno della memoria non appartiene agli ebrei: è un giorno che coloro che ebrei non sono dedicano al ricordo e allo studio di ciò che è stato.

Noi vogliamo solo ricordare, per non dimenticare.

G.C.


« Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario » (Primo Levi)