La Moka Lab è la valvola di sfogo dell'agenzia La Moka, uno spazio aperto
verso cui far convergere qualsiasi argomento riguardante il sociale,
la pubblicità progresso, sostenibilità e tutela ambientale, sensibilizzazione civica,
idee e news sul mondo del marketing, della pubblicità e del design.


La Moka Lab is La Moka Agency's outlet, an open space
an open space in which letting converge any argument such as the social,
the advertising progress, the environmental sustainability and defense, the civic sensitiveness,
the design, ideas and news on the world of the marketing.



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16 novembre 2010

Alex Droner vita su facebook



E’ un corto sulla vita di un uomo raccontata attraverso il profilo Facebook. Sembra il profilo di ognuno di noi, fatto di contenuti, interazioni, relazioni, tutta la vita al di fuori di Facebook viene raccontata attraverso Facebook. Il regista è Max Luere.

15 maggio 2010

Ikea si fa in tre

Ricordate l'iniziativa di Ikea per promuovere l'apertura della terza sede milanese? Si chiamava "Io sono attaccato ad Ikea". Lo scopo era quello di rimanere letteralmente "attaccati" con mano ad un oggetto desiderato per 9 ore. I più caparbi avrebbero ricevuto in premio l'oggetto desiderato.
Chi avrà vinto? Come si è svolta l'iniziativa? Scopritelo su Facebook e Twitter. Inoltre potrete visionare le foto della giornata su TweetPhoto.


Talent Show per uomini firmato Heineken

Un Talent Show per soli uomini, a differenza dei soliti popolati perlopiù da donne. Ogni esibizione ha come protagonista una birra... Ultima trovata di Heineken.

27 aprile 2010

Coppie storiche per le nozze di Cesvi


Cesvi, organizzazione umanitaria che si occupa di cooperazione esviluppo internazionale, lancia una campagna volta alla promozione dei prodotti nozze solidali che costituiscono un importante strumento di raccolta fondi.
L’iniziativa si chiama "Scommetti che ci Sposiamo?"

L’idea creativa della campagna, rivolta ad un target giovane (25-35), punta a distinguere Cesvi dal panorama delle altre organizzazioni che utilizzano immagini romantiche e piuttosto classiche. Proprio per questo la campagna è stata lanciata prevalentemente sul web attraverso attività di buzz e sfruttando la forza dei social networks.

Come testimonial sono stati scelti alcuni personaggi della storia e della letteratura protagonisti di amori travagliati. Le loro pazzie d’amorecompiute per conquistare la loro dolce metà sono state rivisitate quindi in chiave ironica.
I personaggi in questione sono Cesare & Cleopatra, Dante & Beatrice, Penelope & Ulisse, Romeo & Giulietta e Renzo & Lucia.
Cesare, Cleopatra, Dante e Beatrice hanno aperto i loro profili su facebook e twitter, social network sui quali si sono sviluppate le trame dei loro amori.
Contemporaneamente sono stati pubblicati anche dei video su YouTube con le pazzie di Dante per Beatrice e di Cleopatra per Cesare.
Il tutto serviva da lancio per coinvolgere fans e amici dei personaggi in modo più attivo incoraggiandoli a caricare sul sito della campagna il video della loro pazzia per partecipare così al concorso La pazzia d’Amore che partirà il 30 aprile.

La coppia protagonista del video che su YouTube riceverà il maggior numero di visualizzazioni diventerà testimonial della prossima campagna pubblicitaria per "Scommetti che ci Sposiamo?" attraverso l’immagine realizzata da un fotografo professionista.

21 aprile 2010

Vendere l'anima per un videogioco

Quante volte ci è capitato di acquistare servizi, giochi o programmi su Internet saltando a piedi pari quella noiosissima parte del contratto scritta a caratteri minuscoli? Avanti, chi le legge mai le clausole. "Male che vada – pensiamo di solito – mi arriveranno un paio di e-mail indesiderate da cestinare".

Chi però il primo aprile 2010 ha acquistato qualcosa da GameStation, un negozio di giochi online, potrebbe aver commesso una leggerezza di quelle fatali: una delle clausole comprendeva la cessione dell'anima a titolo sempiterno e incondizionato. Proprio così.

Ecco cosa diceva la clausola: "Concludendo un ordine su questo sito il primo giorno del quarto mese dell'Anno Domini 2010, l'acquirente ci garantisce un'opzione non trasferibile per reclamare la sua anima immortale, ora e per sempre. Qualora decidessimo di avvalerci di tale opzione, l'acquirente accetta di cedere la sua anima immortale, e di rinunciare a qualunque pretesa su di essa, entro 5 (cinque) giorni lavorativi dal momento della ricezione della comunicazione scritta inviata da gamestation.co.uk o da uno dei suoi servitori autorizzati".

Seccante.

Non è certo la prima volta che qualcuno ci casca: la storia è piena di casi di anime perse, vendute o strappate, a partire dal Dr. Faust, passando per Keanu Reeves nell'inquietante L'avvocato del diavolo, fino ad arrivare a Homer Simpson (a cui basta in cambio una ciambella) e a Bart, che cede la propria anima all'amico Milhouse per poi pentirsene amaramente e riaverla indietro entro la fine dell'episodio.

Ma questa volta non c'è finzione.

Chi ha accettato i termini dell'accordo e non ha cliccato l'apposita opzione per salvarsi (e guadagnare nel processo un buono da 5£), si prepari a rinunciare per sempre alla sua anima. E quindi, come da tradizione, alla dannazione eterna.

Paura?

In realtà potete stare tranquilli: GameStation ha dichiarato che renderà il pieno possesso delle anime ai7500 ex proprietari.

L'intento, oltre a realizzare un (riuscito) pesce d'aprile, era sollevare un dibattito sull'attenzione scarsissima che l'utente medio presta durante la fase di sottoscrizione di un contratto.
Pare che, di tutti i clienti che in quel giorno hanno fatto acquisti sul sito inglese, solo il 12% abbia badato a non includere nel pagamento la propria essenza immortale.

A quanto pare non sanno proprio cosa farsene...

Via Yahoo Giochi

Consigli per una corretta comunicazione - Coerenza nella comunicazione

Perchè la vostra azienda ha bisogno di un’identità coerente?

Immaginate di essere membri di un gruppo di consulenti professionali e che un’imprenditrice si presenti ogni volta con un look diverso a ogni incontro.

Immaginate che a un incontro si presenti con un taglio di capelli alla moda, un abito rosso sgargiante e un paio di scarpe dal tacco a spillo. All’incontro successivo immaginate che la stessa persona indossi un abito blu stile marinaro con i capelli lisci tinti di un colore diverso e che a ogni incontro abbia un look diverso. Di questo passo ognuno la scambierà per qualcun altro e non riuscirà a capire chi essa sia, la sua personalità e se lavorare con quella persona sarà vantaggioso.

Infatti quell’imprenditrice potrebbe essere un’agente immobiliare di successo e proprio la persona che vi serve per trovare l’immobile che state cercando. Tuttavia continuate a ignorarla perché appare inaffidabile.

Il punto? Considerate le implicazioni:

- il giudizio sull’affidabilità delle persone e delle aziende è basato sull’aspetto esteriore, look e immagine, noncuranza delle capacità o esperienza (cioè l’abito “fa” il monaco);

- la percezione del pubblico influenza la vita delle aziende;

- un’identità incoerente danneggia le relazioni con il cliente.

L’abito rosso sgargiante che grida “guardatemi” è accettato come stile di un venditore estroverso.

Non è necessario essere trasandati o vestiti in modo eccessivo per essere notati a tutti i costi. E’ il cambiamento costante che danneggia la fiducia dei clienti.

Questa prima parte dell’articolo di Joanna L. Krotz contiene chiaramente riferimenti a uno stile di vita più propriamente “anglosassone”, comunque non “italiano”. Tuttavia a ben guardare anche nello “stile” italiano possiamo individuare “stereotipi” che condividiamo con altre culture. Pensiamo al look dei funzionari di banca oppure al mondo della finanza in genere: vestito blu scuro, camicia bianca o azzurra, cravatta non appariscente, sono una costante e devono esserlo per infondere nel pubblico un’immagine o se volete “un’impressione” di fiducia, sicurezza, stabilità, reputazione e non ultimo, potere. Pensate alla divisa del medico: non è solo un abito da lavoro. E’ un indicatore, un “segno” come può esserlo la barba o il pizzetto. Provate a osservare le reazioni delle persone di fronte a un uomo adulto con un pizzetto grigio curato che si aggira nei corridoi di un ospedale indossando un abito a tinta unita non sgargiante. Nove volte su 10 viene scambiato per un medico o un “professore”. Evoca l’immagine depositata nella nostra memoria di bambini, ci ricorda i medici di una volta, seri, dal fisico possente celato dietro un camice bianchissimo con lo stetoscopio al collo. Uno stereotipo, appunto, l’immagine, il look che noi “crediamo” che un medico debba avere. L’abito, in tante occasioni, fa il monaco.

Un altro esempio chiarirà il concetto. Pensate a “Beautiful” il serial televisivo. Cercate di immaginare l’interno della casa dei Forrester. E’ esattamente come deve essere l’abitazione di una famiglia facoltosa. Gli elementi che fanno un ambiente “ricco” sono i seguenti: tappeti, libri, grandi vasi con piante e fiori, luce calda mai volgare, drappeggi e tendaggi preziosi, legno, nero e oro, i colori del lusso che a seconda delle mode possono accoppiarsi al crema, al grigio, al bianco.

(Joanna L. Krotz "Why your company needs a consistent identity")

31 marzo 2010

Consigli per una corretta comunicazione - parte 10

10. – Scegliere il proprio target

Pensate in piccolo per avere grandi successi. I consigli degli esperti sono di identificare e conseguentemente “dominare” una nicchia di mercato. Operare in una nicchia di mercato permette di ridurre gli sforzi economici, perché i potenziali clienti non sono la massa in genere, bensì un ristretto numero di persone o aziende che è possibile identificare più facilmente anche nelle abitudini di acquisto. Con queste caratteristiche è relativamente più facile riuscire a essere riconosciuti come “azienda leader” e quindi essere riconosciuti e apprezzati per i propri prodotti e/o servizi. Inoltre operare in una nicchia di mercato permette di mantenere rapporti stretti con i clienti e soddisfare i loro bisogni in modo più “personalizzato”.

Se la vostra è un’azienda “artigianale” ricordate sempre che la strategia peggiore che potete tentare di applicare è quella di pensare come “un’industria”. Le due tipologie di aziende si differiscono principalmente per due elementi: l’artigiano crea prodotto e servizi in piccola quantità, ma di grande qualità quindi dal prezzo (non necessariamente) più elevato rispetto ai prodotti di massa; l’industria deve necessariamente produrre grandi quantità di prodotti di qualità media o medio-bassa a prezzi appetibili alla massa dei consumatori. Infatti uno degli errori in cui spesso le imprese artigianali incorrono è quello di voler competere con aziende dalle capacità industriali. Queste ultime hanno, fra le diverse strategie di marketing, la possibilità di essere molto competitive e di praticare, in particolari momenti strategie di prezzo molto aggressive alle quali le imprese artigianali non possono e non devono adeguarsi, pena l’uscita dal mercato, quasi immediata.

Infine, non dimenticate le opportunità quotidiane che molti imprenditori si lasciano sfuggire come, firmare le e-mail con un testo appositamente studiato, sfruttare le occasioni che spesso gli stessi clienti segnalano, migliorare il servizio post-vendita dopo aver ottenuto preziose indicazioni dalla trattativa con un cliente, ecc.

Fate leva su queste tecniche per aumentare la popolarità del vostro business mentre si sviluppa e cresce.


Autore: Marino Baccarini

19 marzo 2010

Metrovertising Ikea

Divani da salotto invece che le solite panchine.

E’ l’idea di Ikea, realizzata nelle stazioni metro di Parigi, New York e Tokio.

8 marzo 2010

Consigli per una corretta comunicazione - parte 9

9. – Aggiornare le informazioni sui prodotti

Oltre ad avere il vostro piccolo sito web, prendete in considerazione la possibilità d’integrare la vostra presenza su Internet con un “blog”. I blog sono una sorta di “riviste on-line”, che possono essere utilizzate per incrementare la vostra popolarità anche a livello locale e catalizzare l’attenzione di clienti particolarmente interessati al vostro business. Le caratteristiche per ottenere un crescente numero di visitatori al vostro blog sono semplici ma da non dimenticare:

1) individuazione di un argomento preciso che può interessare sia un numero ristretto di utenti ma anche un elevato numero di potenziali clienti. Nel caso di “Finestre Rossi” il blog potrebbe chiamarsi “tuttoinfissi”. In questo caso i visitatori dovrebbe trovare informazioni riguardanti le diverse tecniche costruttive, i materiali, i prezzi di mercato, i colori abbinati all’arredamento, ecc.

2) aggiornamento costante e periodico dei contenuti. Un blog aggiornato 1 volta la settimana attira numerosi visitatori, quindi occorre predisporre un “piano editoriale” per almeno 6 mesi per evitare di trovarsi di fronte alla scelta degli argomenti da pubblicare all’ultimo momento.

3) contenuti pertinenti e appropriati per il pubblico al quale il blog si rivolge. Nel caso di “Finestre Rossi”, oltre a parlare di infissi, argomento relativamente breve da trattare, il blog potrebbe contenere articoli sull’arredamento, le vernici, l’architettura urbana, il design delle maniglie, la storia dell’edilizia abitativa, una collezione d’immagini di finestre e porte scattate durante viaggi in Italia e all’estero, ecc.

Il vantaggio di collegare il vostro sito web al blog consiste nel veicolare informazioni per il pubblico composto dai vostri potenziali clienti.

Seguendo questi semplici regole il vostro blog potrebbe essere presente sui motori di ricerca più importanti nell’arco di qualche settimana ma, soprattutto, essere sempre nelle posizioni di testa, perché i motori di ricerca sono ghiotti di informazioni scritte bene e aggiornate.

Autore: Marino Baccarini

6 marzo 2010

Nuovi trend di marketing: il pluriball-adv

Alfred Fielding e Marc Chavannes, nel lontano 1957, non pensavano che avrebbero dato pane per i denti di molti creativi del nuovo millennio. Con la loro Sealed Air Corporation, infatti, diedero alla luce una scoperta sconvolgente: il pluriball.

Detto anche bubble wrap, è il materiale da imballaggio più comodo ed economico, ma è anche un oggetto che intrattiene grandi e piccini: quando si tratta di schiacciarne le palline si vorrebbe andare avanti per ore e ore.

Un simpatico esempio è questo calendario, uscito l’anno scorso.

Di recente, un’intera via in Inghilterra è stata ricoperta di questo materiale. Il tutto per promuovere i servizi di Confused.com, portale web dell’oltremanica che compara differenti assicurazioni trovando la più economica. La via non era casuale: Somerville Road, nel Worchester, ribattezzata accident road, è la via dove si sono registrati più incidenti d’auto in tutto il regno. Gli oltre 1500 metri quadri di pluriball utilizzati per questo ambient dovrebbero risolvere le cose…

Separa

Uscendo dalla logica “pluriball = protezione” e soffermandosi solo sul valore ludico delle bolle, troviamo diversi esempi eccellenti. Wirz BBDO Network di Zurigo ha sfruttato il materiale magico per l’ente turistico svizzeroBraunwald Tourism. L’idea, che vi abbiamo mostrato recentemente, era decisamente accattivante: il cartellone invitava a respirare l’”aria di montagna” imprigionata dentro le migliaia di palline.

Restando sul tema fermate dell’autobus, abbiamo altri due super-big brand: il primo è Sony PlayStation, che in Malesia ha giocato sul piacere che si prova a premere le bolle paragonato al premere i tasti del joystick.

Il secondo è NIVEA, che in collaborazione con TBWA Toronto ha fatto toccare con mano ai passanti il drammatico problema della cellulite.

A questo punto si può affermare che c’è un deciso trend creativo che vede il bubble wrap come elemento dominante della comunicazione non convenzionale.

Via Ninja Marketing

Magic Guerrilla in aeroporto per la compagnia aerea KLM

La compagnia aerea olandese KLM sceglie il mago olandese Ramana, per promuovere la comodità dei suoi sedili in economic class.

Ramana è apparso in vari aeroporti europei dando vita al suo numero di levitazione.

Trovato qui.

Via Ninja Marketing


1 marzo 2010

Consigli per una corretta comunicazione - parte 8

8. – La Pubblicità

Fate creare un annuncio pubblicitario ad hoc per la vostra azienda e usatatelo periodicamente. Investite una somma di denaro adeguata in questo lavoro, perché vi servirà per un tempo relativamente lungo durante la nascita e crescita del vostro business. L’annuncio deve essere avere tutte le caratteristiche delle campagne pubblicitarie delle grandi aziende, quindi scegliete oculatamente l’agenzia che lo deve creare. Individuate i quotidiani, le radio e le televisioni locali che meglio si adattano alle vostre esigenze e fate pubblicare il vostro annuncio periodicamente. Se il vostro business si rivolge al pubblico in genere i mezzi stampa, radio e tv sono ancora i veicoli migliori per far conoscere la vostra attività.

Autore: Marino Baccarini

22 febbraio 2010

Consigli per una corretta comunicazione - parte 7

7. – La rete

Non esitate ad avere un sito Internet. Potreste essere tentati di focalizzarvi sulle strategie “offline” cioè reali e lasciare Internet a quando avrete tempo. Resistete all’impulso di aspettare “la mia azienda opera solo a livello locale…”. Tutte le piccole aziende hanno bisogno di un sito web anche se si tratta solo di un paio di pagine con le immagini dei vostri prodotti o l’elenco dei vostri servizi. E’ fondamentale avere un indirizzo di posta elettronica serio e non gratuito che vi può essere disabilitato in qualsiasi momento senza che voi possiate reclamare. Anche in questo caso ricordate l’imperativo: avere un sito web anche piccolo ma coerente con la vostra immagine e le vostre strategie. Un servizio di hosting serio e un sito web di 4 pagine realizzato da un esperto referenziato oppure da un’agenzia di comunicazione dovrebbe costare fra 800 e 1.500 Euro.

Autore: Marino Baccarini

15 febbraio 2010

Consigli per una corretta comunicazione - parte 6

6. – Diffondere il proprio brand

Fate indossare la vostra marca alle persone. Non solo sugli abiti da lavoro che i vostri collaboratori indossano in azienda. Fate personalizzare diversi tipi d’abbigliamento che potete regalare ai vostri collaboratori in occasioni speciali, amici e clienti. Il vostro logo potrebbe viaggiare oltre ogni aspettativa. Fate apporre il vostro logo anche su articoli da viaggio ovviamente. Naturalmente la scelta di questi articoli non deve essere casuale oppure dettata dal prezzo basso. Ricordate sempre l’imperativo: fare sempre scelte coerenti con il settore in cui operate, con i vostri obiettivi e con il tipo d’attività che svolgete. La lista è lunga, t-shirt in primo luogo ma devono essere di buona qualità e possibilmente una volta stampate devono essere imbustate singolarmente così come felpe, giacconi, polo, cappellini, camicie, impermeabili, ombrelli, borse da viaggio, trolley, borse da ginnastica, borse per la spesa, pochette.

Tutto deve essere personalizzato in modo elegante e nel caso di articoli da viaggio anche discreto, purché visibile, magari con targhette di metallo inciso o stampato. Per la personalizzazione cercate l’azienda più competente che può offrirvi i più svariati sistemi di personalizzazione, come serigrafia su materiali speciali, ricamo, incisione di metalli, applicazioni a caldo, ecc. oppure fatevi consigliare da un esperto in sistemi di stampa che conosca le tecniche più diverse.

Autore: Marino Baccarini

10 febbraio 2010

Playboy magazine: casting




Qualsiasi donna oggi può comparire sulla copertina di Playboy? Non proprio, ma per lo meno può provarci!

Il fotografo scatta le foto attraverso la webcam, dopo di che la candidata può scegliere le migliori per il proprio book e invitare i propri amici a votare sul sito. La prossima Playboy Girl verrà scelta fra le più votate!

via Ninja Marketing

For the first time any woman, wherever she is, can make an online photo session and be in the cover of Playboy Magazine. How does it work? Our photographer takes you pictures with your own webcam. When you finish yo make your online book with the best pictures and invite your friends to punctuate you. The next Playboy Girl will be chosen from the favorite.

Advertising Agency: Grey Buenos Aires, Argentina
Executive Creative Directors: Pablo Gil, Sebastian Garin
Creative Directors: Diego Rubio, Coco Olivera
Interactive Creative Director: Christian Krikorian
Art Directors: Diego Rubio, Gonzalo Rango
Copywriter: Coco Olivera

via ADSof theworld

8 febbraio 2010

Consigli per una corretta comunicazione - parte 5

5. – Ogni occasione va utilizzata al meglio...

Aggiungete un valore nuovo alla vostra segreteria telefonica. Invece che pronunciare semplicemente il vostro nome oppure il vostro telefono cellulare dove potete essere rintracciati quando siete fuori ufficio, potreste utilizzare un messaggio accattivante come: “Risponde Finestre Rossi, le migliori finestre in legno. I nostri uffici sono aperti dalle ore …” ecc. Anche questo serve a essere ricordati più velocemente, attraverso il passa parola. Create una serie di annunci diversi che potete cambiare periodicamente. Ricordate: coerenza e idee sono d’importanza cruciale.

1 febbraio 2010

Consigli per una corretta comunicazione - parte 4

4. – Il vantaggio di diffondere la conoscenza

Condividete le vostre competenze. Offrire consigli gratuiti su Internet attraverso i newsgroup vi permette di far circolare il vostro nome e quello della vostra azienda. Internet è un oceano di opportunità che vanno cercate e utilizzate nel modo a voi più consono. Le discussioni di gruppo ampliano la vostra conoscenza su temi che vi riguardano e possono darvi idee assolutamente originali e brillanti per la vostra attività. Non dimenticate: state costruendo la personalità della vostra azienda, tutto serve ma va scelto con oculatezza per non disperdere energie. Venite notati velocemente quando spedite ai possibili clienti informazioni gratuite attinenti ai loro interessi o professione. Inoltre potete inviare relazioni uniche nel loro genere, i risultati delle ultime indagini sul commercio, informazioni da inoltrare dopo averle prese da una rivista professionale, promozioni a tempo determinato oppure il vostro magazine elettronico (e-zine).

25 gennaio 2010

Consigli per una corretta comunicazione - parte 3

3 - Informatizzazione

Informatizzate il vostro lavoro. Tenete traccia di tutti i vostri contatti e di tutte le informazioni che li riguardano, perfino i compleanni e ricordatevi di inviare gli auguri o di telefonare. Questo argomento è una spina nel fianco della maggioranza degli imprenditori. Oggi giorno esistono software chiamati CRM “Customer Relationship Management” che aiutano le aziende a tenere “vivi” i rapporti con la clientela. Tuttavia spesso questi database, questi archivi, sono ricchi d’informazioni che non vengono utilizzate, tranne quando esiste personale formato e abituato a usarli quotidianamente. Non c’è bisogno di spendere migliaia di euro per acquistare programmi ricchi di funzioni che nessuno userà. Nella fase iniziale della vostra attività un’agenda elettronica, spesso presente nel vostro computer o scaricabile gratuitamente su Internet, è più che sufficiente a tenere conto dei vostri contatti.

E’ fondamentale scegliere programmi che archiviano le informazioni in un “formato” esportabile per evitare in futuro di dover inserire nuovamente tutte le informazioni in un programma più professionale qualora se ne presentasse la necessità. In poche ore potete voi stessi imparare a costruire un database semplice ma efficace utilizzando software come Access. Anche un semplice foglio di calcolo può bastare. La cosa importante è ricordarsi di usare queste informazioni e di aggiornarle costantemente.

Imparare a gestire la propria giornata e i contatti personali è di primaria importanza in questa fase, perché quello che state cercando di costruire è il presente e il futuro della vostra impresa. Se tuttavia avete a disposizione un budget per l’informatizzazione della vostra azienda, prima di acquistare un programma specifico per la contabilità, cercate di saperne di più sui CRM: diverse aziende hanno creato software che vi permettono di gestire contabilità e contatti con i clienti con lo stesso programma e di acquistare moduli aggiuntivi man mano che le vostre necessità aumentano.

18 gennaio 2010

Consigli per una corretta comunicazione - parte 2

2 - Aggiornamento e innovazione

Siate aggiornati e “alla moda”. Investite nel modo giusto. Certamente nella fase iniziale della vostra attività dovrete contare i centesimi… ma dovete anche fare investimenti strategici. Guardatevi intorno e scoprite le occasioni migliori per associare la vostra azienda a fatti o persone importanti. Oppure commissionate lavori ad aziende che stanno praticando sconti, sempre che siano molto famose e professionali.
Investire per essere sempre al passo coi tempi ripaga sempre. Cercate di partecipare a presentazioni di nuovi prodotti strategici per la vostra azienda, cercate di capire le tendenze del vostro mercato, perché arrivare prima dei concorrenti può essere controproducente come arrivare dopo che il mercato ha già consumato una nuova idea.


Autore: Marino Baccarini