Da circa 50 anni, in occasione del giorno di San Patrizio, le acque del Chicago River vengono colorate di verde.
McDonald’s, insieme con l’agenzia Leo Burnett di Chicago, ha approfittato di questa trasformazione, per promuovere il nuovo Smamrock Shake alla menta, generando anche un forte newsmaking sui media tradizionali:
Alfred Fielding e Marc Chavannes, nel lontano 1957, non pensavano che avrebbero dato pane per i denti di molti creativi del nuovo millennio. Con la loro Sealed Air Corporation, infatti, diedero alla luce una scoperta sconvolgente: il pluriball.
Detto anche bubble wrap, è il materiale da imballaggio più comodo ed economico, ma è anche un oggetto che intrattiene grandi e piccini: quando si tratta di schiacciarne le palline si vorrebbe andare avanti per ore e ore.
Un simpatico esempio è questo calendario, uscito l’anno scorso.
Di recente, un’intera via in Inghilterra è stata ricoperta di questo materiale. Il tutto per promuovere i servizi di Confused.com, portale web dell’oltremanica che compara differenti assicurazioni trovando la più economica. La via non era casuale: Somerville Road, nel Worchester, ribattezzata accident road, è la via dove si sono registrati più incidenti d’auto in tutto il regno. Gli oltre 1500 metri quadri di pluriball utilizzati per questo ambient dovrebbero risolvere le cose…
Separa
Uscendo dalla logica “pluriball = protezione” e soffermandosi solo sul valore ludico delle bolle, troviamo diversi esempi eccellenti. Wirz BBDO Network di Zurigo ha sfruttato il materiale magico per l’ente turistico svizzeroBraunwald Tourism. L’idea, che vi abbiamo mostrato recentemente, era decisamente accattivante: il cartellone invitava a respirare l’”aria di montagna” imprigionata dentro le migliaia di palline.
Restando sul tema fermate dell’autobus, abbiamo altri due super-big brand: il primo è Sony PlayStation, che in Malesia ha giocato sul piacere che si prova a premere le bolle paragonato al premere i tasti del joystick.
Il secondo è NIVEA, che in collaborazione con TBWA Torontoha fatto toccare con mano ai passanti il drammatico problema della cellulite.
A questo punto si può affermare che c’è un deciso trend creativo che vede il bubble wrap come elemento dominante della comunicazione non convenzionale.
Non è da tutti fare guerrilla marketing: è una scelta azzardata e, spesso, convincere le aziende della validità di uno strumento tanto innovativo non è facile.
Figuriamoci dunque quanto sia complesso attirare l’attenzione dei potenziali clienti. Quale miglior mezzo allora per dimostrare l’efficacia del guerrilla marketing se non testandolo su se stessi?
E’ quello che ha fatto Der Doctor Guerrilla. Il creativo marchigiano senza volto (lo conosciamo solo attraverso un avatar) ha pensato bene di realizzare ed incartare in stile macelleria mani, cervelli, cuori e fegati accompagnati da vari claim come: “Serve una mano?“, “serve del fegato in azienda per fare guerrilla marketing?” o ancora “servono nuove idee?“.
D’altra parte non c’è dubbio che avrà ottenuto più presa che con il semplice invio di curriculum, troppo spesso cestinati.
Se state cercando ulteriori tracce del folle Dottore lo troverete anche su Facebook e Twittermentre elabora i suoi diabolici piani.
Come se non bastasse è online – sul canale YouTube di Doctor Guerrilla – il making of dei vari “pezzi” umani.
Il 21 Ottobre 2009, in occasione della partita di Champions League Real Madrid - Milan, 1000 tifosi milanisti vengono "costretti" a partecipare ad un concerto all'Auditorium di Milano, dove uno sconosciuto (quanto finto) quartetto d'archi denominato "Die Schnuren" avrebbe interpretato Beethoven.
I tifosi sono stati tutti accuratamente scelti - a loro insaputa - da fidanzate, amici e colleghi contattati dalla Heineken per una originale iniziativa di marketing.
Tra loro il giornalista della Gazzetta dello Sport e altri 999 ignari tristi tifosi rossoneri, che di malavoglia hanno dovuto prender parte alla serata all'insegna della musica classica.
Mentre il quartetto inizia a suonare le melodie del noto compositore, sullo schermo appare una mano femminile che scrivi frasi che all'inizio sono sembrate sconnesse agli ignari e - oltretutto già annoiati - tifosi. Man mano che la musica procede, le frasi proiettate sullo schermo iniziano ad acquistare un significato ben preciso: "Ancora niente?...Difficile dire di no al capo e al professore, alla fidanzata e alla partita”. E poi, appena in quartetto intona le note della Champions League: “Come hai potuto pensare di perdere il big match”, “Are you still with us?” si legge, “Real-Milan sono in campo, godiamoci insieme la partita", secondo la filosofia della nota birra.
L'Auditorium esplode in un fragoroso applauso, mentre sullo schermo appaiono le immagini delle squadre schierate in campo al Santiago Barnabeu. Felicità delle fidanzate e un grosso, grosso sospiro di sollievo per i tifosi.
Il Milan ha poi battuto il Real Madrid per 3-2.
Splendido esempio di marketing non convenzionale Heineken.