La Moka Lab è la valvola di sfogo dell'agenzia La Moka, uno spazio aperto
verso cui far convergere qualsiasi argomento riguardante il sociale,
la pubblicità progresso, sostenibilità e tutela ambientale, sensibilizzazione civica,
idee e news sul mondo del marketing, della pubblicità e del design.


La Moka Lab is La Moka Agency's outlet, an open space
an open space in which letting converge any argument such as the social,
the advertising progress, the environmental sustainability and defense, the civic sensitiveness,
the design, ideas and news on the world of the marketing.



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20 dicembre 2010

Errori nel marketing virale


Nel nostro ultimo articolo vi abbiamo descritto come deve essere un corretto messaggio virale.

Oggi invece vi vogliamo indicare quali possono essere gli errori più comuni che vengono fatti dai responsabili di comunicazione delle aziende, e che ovviamente sarebbe meglio evitare.

Ci sono errori comuni nel marketing virale:

· essere spaventati dal virale e non usarlo;

· pensare che il virale parli solo di sesso;

· non sapere perché si vuole il virale;

· non sapere cosa il virale può o non può fare (le campagne virali possono essere usate per una varietà di differenti obiettivi di marketing tra cui, buzz, pr, data-capture, direct sales, advertainment, brand partecipation);

· fraintendere il processo della campagna virale non seguendo gli step della strategy;

· scegliere di usare il virale all’ultimo minuto;

· non usare web hosting esperti di marketing virale;

· pensare che il virale riguardi solo internet;

· pensare che il virale sia globale e non locale;

· realizzare una creatività mediocre;

· commissionare una campagna dicendo “voglio un gioco” o “voglio un film”;

· provare a fare troppo all’interno della singola campagna;

· non pensare a lungo termine;

· ignorare la semplicità;

· riferirsi alla parola virale nel contenuto creativo senza chiarirne il senso;

· sottostimare;

· comprare una mailing list;

· non lavorare con un’agenzia specializzata.

2 novembre 2010

Tecniche per creare Buzz

Il marketing contemporaneo si fonda sul ritorno alla centralità del valore del passaparola, sulla trasmissione di informazioni, considerazioni, opinioni. Le ricerche dimostrano che le persone sono più propense a fidarsi di una comunicazione che avviene attraverso il passaparola, rispetto a forme di persuasione più tradizionali, come la pubblicità classica o azioni di marketing convenzionali, perché esiste una forte credibilità derivata dall’alto valore percepito della fonte, ritenuta attendibile non avendo un interesse diretto alla vendita.

Ci fidiamo più del consiglio di un amico o di un parente che ha già acquistato quel prodotto o servizio rispetto a un messaggio pubblicitario.
Il valore del passaparola è indiscutibile perché le persone citano il passaparola come forma di comunicazione che più di ogni altra cosa influenza la decisione d’acquisto.

Per incentivare il passaparola, le aziende cercano di trasformare i consumatori in promotori attraverso diverse tecniche:

• programma sconti: il modo più elementare per incentivare il passaparola positivo, mettendo a punto uno sconto che funzioni come una ricompensa per coloro che passano parola a nuovi clienti;
• distribuzione di campioni: invece di distribuire gratuitamente campioni prova a chiunque all’interno di un mercato target, si selezionano gli utilizzatori leader, ai quali viene dato il campione e i quali diffonderanno la notizia;

• potere ai clienti: trasformare i partecipanti alle ricerche di mercato in promotori, facendogli percepire di poter influire sulla realizzazione di un prodotto, un servizio, un iniziativa, attraverso le risposte che danno alle domande di un questionario;

• ambasciatori del brand: questo strumento si basa sull’idea di invitare i consumatori migliori e più soddisfatti a diventare ambasciatori del brand, attribuendogli particolari privilegi, sia per se stessi, sia da condividere con gli amici (se porti un amico avrai un prodotto gratis). Questi privilegi possono includere offerte esclusive, inviti speciali, anteprime su nuovi prodotti;

• buona causa: appoggiare una causa nobile, non solo aumenta le vendite in modo diretto fornendo un ulteriore motivo di scelta, ma fornisce anche ai consumatori attuali un’altra motivazione per passare parola.

Il passaparola che avviene ad alta frequenza produce l’effetto buzz (ronzio), da qui il buzz marketing: marketing virale finalizzato alla realizzazione di prodotti, servizi o comunicazioni commerciali che abbiano in sé la propensione a diffondersi spontaneamente fra le persone come virus.